Boundless limit
Matteo Rubini
«Non riusciresti a trovare i confini della Psykhé neanche se percorressi ogni via».
(Eraclito)
pianoforte
violino
violoncello
Riconoscimento
finalista al Budapest Prize (2024)
Malta Philharmonic Orchestra
Direttore
Luigi Piovano
Ratio compositiva
Boundless limit pone la dialettica fra l’individuo — limitato e finito — e l’assoluto — illimitato e infinito. L’ossimoro del titolo — “limite illimitato” — è il principio costruttivo dell’opera. La tesi che lo regge è che il finito non si oppone all’infinito come termine esterno, e che l’infinito non sta al di là del finito come ciò che lo nega: il finito contiene l’infinito come propria possibilità latente, e l’infinito si articola soltanto attraverso il finito che lo accoglie.
La fantasia muove da questa polarità e ne fa la propria forma. Il chiuso e l’aperto, il limite e l’illimitato non si presentano come materiali distinti che si fronteggiano: sono compresenti, intrecciati, riconoscibili come due aspetti della medesima condizione. L’opera è dunque l’attraversamento di un sistema di possibilità in cui ciò che racchiude e ciò che apre coabitano, generandosi a vicenda: ogni limite, riconosciuto, libera; ogni apertura, abitata, definisce.