Biografia

Nato a Parma nel 1976, Matteo Rubini costruisce il proprio linguaggio compositivo a partire dal rapporto tra tradizione e modernità. La sua musica esplora il retaggio simbolico e allegorico della cultura musicale, rielaborandolo attraverso forme, armonie e linguaggi contemporanei.
compositore · pianista
«Tradition ist die Weitergabe des Feuers und nicht die Anbetung der Asche.»
«La tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri.»
G. Mahler
Linguaggio musicale
La musica di Matteo Rubini è caratterizzata dal ripensamento in chiave moderna della modalità e della consonanza, al centro di una ricerca che intreccia tradizione musicale, retaggio simbolico e linguaggi contemporanei.
La sua scrittura nasce dal dialogo tra arte contrappuntistica antica, suggestioni storiche e possibilità espressive del presente.
Commissioni e interpreti
Eseguite da ensemble e orchestre quali
Filarmonica Arturo Toscanini
Malta Philharmonic Orchestra
Orchestra della Toscana
Camerata Strumentale “Città di Prato”
I Solisti Aquilani
Orchestra Sinfonica Roma Tre
Filharmonie di Firenze
Quartetto Adorno
Ars Artis Ensemble di Budapest
Riconoscimenti e lavori recenti
- 2026 | Incide il Concerto per pianoforte Phoenix con la London Philharmonic Orchestra e Roberto Prosseda.
- 2026 | Prima esecuzione assoluta della sinfonia Ad Lucem con l’Orchestra regionale della Toscana.
- 2024 | Finalista al Budapest Prize con il trio Boundless Limit.
- 2023 | Completa un ciclo di songs per voce femminile e pianoforte su testi di David Robert Plante.
- 2022 | Premiato dalla Fondazione Arturo Toscanini per l’opera sinfonica Sursum Corda.
- 2021 | Finalista al Concorso Internazionale Dante 700 con Dantesca, per grande orchestra sinfonica.
Formazione e ricerca
Si è formato come pianista con Roque Zappulla e Roberto Prosseda, ha studiato musica da camera con Anna Sorrento, composizione jazz con Roberto Bonati e si è specializzato in pianoforte jazz con Umberto Petrin e Alberto Tacchini. Ha approfondito gli studi di composizione presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma con Luca Tessadrelli, con il quale sta scrivendo un saggio sulla composizione simbolica. È laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Parma.